Associazione ODV 2021-07-08T16:34:38+00:00

STATUTO

Titolo I
Costituzione e scopi
Art.1 – Denominazione-sede-durata
1. L’Associazione non riconosciuta denominata “Colle San Biagio”, di seguito indicata anche
come “Associazione”, è regolata dal Decreto legislativo 117 del 2017, (da qui in avanti indicato
come “Codice del Terzo settore”) e dalle norme del Codice civile in tema di associazioni.
2. L’Associazione ha sede legale nel comune di Levico Terme. L’eventuale variazione della sede
legale nell’ambito del comune di Levico Terme non comporta modifica statutaria, salvo
apposita delibera del Consiglio Direttivo e successiva comunicazione agli uffici competenti.
3. Essa opera prevalentemente nel territorio della provincia di Trento e potrà operare anche in
ambito nazionale ed internazionale.
4. L’Associazione ha durata illimitata.
Art.1-bis – Utilizzo nella denominazione dell’acronimo “ODV” o dell’indicazione di
“organizzazione di volontariato”
1. A decorrere dall’avvenuta istituzione del Registro unico nazionale del Terzo settore (di
seguito indicato come “Runts”), e ad avvenuta iscrizione dell’Associazione nell’apposita sezione
di questo, l’acronimo “ODV” o l’indicazione di “organizzazione di volontariato” dovranno essere
inseriti nella denominazione sociale. Dal momento dell’iscrizione nel Runts, la denominazione
dell’Associazione diventerà quindi “Colle san Biagio ODV” oppure “Colle san Biagio
Organizzazione di volontariato”.
2. L’Associazione dovrà da quel momento utilizzare l’indicazione di “organizzazione di
volontariato” o l’acronimo “ODV” negli atti, nella corrispondenza e nelle comunicazioni al
pubblico.
3. Fino all’istituzione del Runts, l’acronimo “ODV” o l’indicazione di “Organizzazione di
volontariato” potranno comunque essere inseriti nella denominazione sociale qualora
l’Associazione risulti iscritta ad uno dei registri, regionali o provinciali, previsti dalla Legge 266
del 1991.
Art.2 – Attività di interesse generale
1. L’Associazione è apartitica e aconfessionale, e fonda la propria attività istituzionale ed
associativa sui principi costituzionali della democrazia, della partecipazione sociale e
sull’attività di volontariato.
2. L’Associazione persegue, senza scopo di lucro, finalità civiche, solidaristiche e di utilità
sociale, attraverso l’esercizio, in via esclusiva o principale e prevalentemente in favore di terzi,
delle attività di interesse generale, di cui all’articolo 5, comma 1, lett. d),e), f), e i), del D.Lgs.
n.11/2017, di seguito elencate:
d) educazione, istruzione e formazione professionale, ai sensi della legge 28 marzo 2003, n.53,
e successive modificazioni, nonché le attività culturali di interesse sociale con finalità
educativa;

e) interventi e servizi finalizzati alla salvaguardia e al miglioramento delle condizioni
dell’ambiente e all’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, con esclusione
dell’attività, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e
pericolosi, nonché alla tutela degli animali e prevenzione del randagismo, ai sensi della legge
14 agosto 1991, n. 281;
f) interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio, ai sensi del
decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni;
i) organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale,
incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del
volontariato e delle attività di interesse generale di cui al presente articolo.
Art.3 – Finalità e attività
1. L’Associazione persegue le seguenti finalità:
– promuovere e favorire la conoscenza del territorio naturalistico della comunità di Valle Alta
Valsugana con particolare attenzione al Colle di san Biagio, in funzione della tutela e della
valorizzazione del sito culturale, storico e archeologico caratterizzanti la stessa area
territoriale;
– promuovere e favorire la conoscenza di ogni altra espressione naturalistica, altresì a valenza
culturale, storica e archeologica, di carattere nazionale ed internazionale;
– promuovere e favorire ogni forma di necessaria correlazione con l’agricoltura tradizionale,
nonché con la flora e la fauna autoctone, all’interno del territorio naturalistico della comunità di
Valle Alta Valsugana con particolare attenzione al Colle di san Biagio;
– sensibilizzare e coinvolgere la collettività sui temi naturalistici, agricoli, culturali, storici e
archeologici caratterizzanti il territorio della comunità di Valle Alta Valsugana con particolare
attenzione al Colle di san Biagio;
– promuovere, favorire e aderire ad ogni forma di collaborazione con istituzioni pubbliche e
private interessate, a vario titolo, al territorio della comunità di Valle Alta Valsugana con
particolare attenzione al Colle di san Biagio;
– favorire il mantenimento di capacità residue e lo sviluppo di nuove capacità in soggetti con
disabilità o individui in situazione di svantaggio, unitamente all’inclusione sociale e alla
creazione di un luogo naturale quale spazio di comunità accessibile, mediante collaborazioni e
accordi con enti preposti;
-promuovere esperienze educative volte a diverse fasce di utenza.
2. Al fine di raggiungere le finalità menzionate al comma precedente, l’Associazione potrà
svolgere le seguenti attività:
– organizzare convegni, conferenze, seminari, incontri in materia di conoscenza e
approfondimento delle diverse tematiche caratterizzanti il territorio naturalistico della comunità
di Valle Alta Valsugana con particolare attenzione al Colle di san Biagio;
– organizzare eventi, manifestazioni e attività laboratoriali a valenza culturale, artistica,
ricreativa ed educativa, funzionali alla partecipazione ed al coinvolgimento consapevole della
collettività, in riferimento al territorio naturalistico della comunità di Valle Alta Valsugana con
particolare attenzione al Colle di san Biagio;
– organizzare, realizzare e gestire attività ed azioni di tipo agricolo e zootecnico, al fine della
promozione e della valorizzazione delle risorse presenti presso il sito territoriale comunità di
Valle Alta Valsugana con particolare attenzione al del Colle di San Biagio;
– organizzare eventi e programmi formativi per la conoscenza, l’approfondimento e la
divulgazione delle tematiche culturali, storiche, archeologiche e naturalistiche della comunità di
Valle Alta Valsugana con particolare attenzione al Colle di San Biagio;

– collaborare con altri enti, ivi compresa la Società Agricola a Responsabilità Limitata, “Colle
san Biagio Levico Terme Sarl”, essa stessa titolare dei terreni ubicati nella zona territoriale del
Colle di san Biagio, anche mediante rapporti civilistici di utilizzo dei terreni medesimi;
– collaborare con i diversi attori, pubblici e privati, del territorio, anche mediante la stipula di
rapporti contributivi, convenzionati e di accreditamento;
– partecipare a bandi, gare, progetti e programmi, a valenza locale, nazionale ed
internazionale, ai fini del perseguimento delle finalità di cui al presente articolo;
– svolgere ogni altra attività non specificamente menzionata in tale elenco ma comunque
collegata con quelle precedenti, purché coerente con le finalità istituzionali e idonea a
perseguirne il raggiungimento.
3. L’Associazione può svolgere, ex articolo 6 del Codice del Terzo settore, anche attività
diverse da quelle di interesse generale, a condizione che esse siano secondarie e strumentali e
siano svolte secondo i criteri e i limiti stabiliti dal predetto Codice e dalle disposizioni attuative
dello stesso.
4. L’Associazione potrà, altresì, porre in essere attività di raccolta fondi, al fine di finanziare le
proprie attività di interesse generale, nelle forme, nelle condizioni e nei limiti di cui all’articolo
7 del Codice del Terzo settore e dei successivi decreti attuativi dello stesso.
Titolo II
Norme sul rapporto associativo
Art.4 – Norme sull’ordinamento interno
1. L’ordinamento interno dell’Associazione è ispirato a criteri di democraticità, pari opportunità
ed uguaglianza dei diritti di tutti gli associati, le cariche associative sono elettive e tutti gli
associati possono esservi nominati.
2. Non è prevista alcuna differenza di trattamento tra gli associati riguardo ai diritti e ai doveri
nei confronti dell’Associazione.
Art.5 – Associati
1. Possono essere ammessi a far parte dell’Associazione le persone fisiche e le organizzazioni
di volontariato le quali, aderendo alle finalità istituzionali della stessa, intendano collaborare al
loro raggiungimento.
2. Possono essere ammessi come associati anche altri enti del Terzo settore o altri enti senza
scopo di lucro, a condizione che il loro numero non sia superiore al 50% (cinquanta per cento)
del numero delle organizzazioni di volontariato.
3. L’Associazione deve sempre essere composta da almeno 7 (sette) associati persone fisiche o
da 3 (tre) organizzazioni di volontariato. Se tale numero minimo di associati viene meno, esso
deve essere integrato entro un anno, trascorso il quale l’Associazione deve formulare richiesta
di iscrizione in un’altra sezione del Runts.
4. Gli enti giuridici sono rappresentati dal rispettivo Presidente ovvero da altro soggetto
delegato dal Consiglio Direttivo.
5. L’adesione all’Associazione è a tempo indeterminato e non può essere disposta per un
periodo temporaneo, fermo restando in ogni caso il diritto al recesso.
Art.6 – Procedura di ammissione
1. Ai fini dell’adesione all’Associazione, chiunque ne abbia interesse presenta domanda per
iscritto al Consiglio Direttivo, che è l’organo deputato a decidere sull’ammissione. In tale

domanda deve essere anche precisato che il richiedente si impegna ad accettare le norme dello
Statuto sociale e dei regolamenti interni, ad osservare le disposizioni che saranno emanate dal
Consiglio Direttivo e dall’Assemblea ed a partecipare alla vita associativa.
2. Il Consiglio Direttivo delibera l’ammissione o il rigetto entro 90 (novanta) giorni dalla
presentazione della domanda. Il Consiglio Direttivo deve decidere secondo criteri non
discriminatori, coerenti con le finalità perseguite e con le attività di interesse generale svolte.
3. L’accoglimento della domanda è comunicato per iscritto al nuovo associato entro 30 (trenta)
giorni dalla data della deliberazione ed egli deve essere iscritto nel libro degli associati.
4. L’eventuale provvedimento di rigetto deve essere motivato e comunicato per iscritto
all’interessato entro e non oltre 30 (trenta) giorni dalla data della deliberazione. Contro di esso
l’interessato può proporre appello all’Assemblea ordinaria, entro e non oltre 30 (trenta) giorni
dal ricevimento della comunicazione, mediante apposita istanza che deve essere inoltrata al
Consiglio Direttivo a mezzo raccomandata o PEC o altro mezzo idoneo ad attestarne il
ricevimento; l’Assemblea ordinaria dovrà svolgersi entro 60 (sessanta) giorni dalla data di
ricevimento dell’istanza. All’appellante deve essere garantito in Assemblea il diritto al
contraddittorio.
5. Le domande di ammissione presentate da soggetti minorenni dovranno essere controfirmate
dall’esercente la responsabilità genitoriale. Il genitore che sottoscrive la domanda rappresenta
il minore a tutti gli effetti nei confronti dell’Associazione e risponde verso la stessa per tutte le
obbligazioni dell’associato minorenne.
Art.7 – Diritti e doveri degli associati
1. Gli associati hanno il diritto di:
a) partecipare in Assemblea con diritto di voto, compreso il diritto di elettorato attivo e
passivo;
b) essere informati di tutte le attività ed iniziative dell’Associazione, e di parteciparvi;
c) esaminare i libri sociali. Al fine di esercitare tale diritto, l’associato deve presentare
espressa domanda di presa di visione al Consiglio Direttivo, il quale provvede entro il
termine massimo dei 30 (trenta) giorni successivi. La presa di visione è esercitata
presso la sede dell’Associazione alla presenza di persona indicata dal Consiglio Direttivo.
Non si potranno estrarre copie e/o raccogliere immagini fotografiche dei documenti
esaminati.
2. L’esercizio dei diritti sociali spetta agli associati fin dal momento della loro iscrizione nel libro
degli associati, sempre che essi siano in regola con l’eventuale versamento della quota
associativa annuale.
3. Gli associati hanno il dovere di:
a) adottare comportamenti conformi allo spirito e alle finalità dell’Associazione,
tutelandone il nome, nonché nei rapporti tra gli associati e tra questi ultimi e gli organi
sociali;
b) rispettare lo Statuto, gli eventuali regolamenti interni e le deliberazioni adottate dagli
organi sociali;
c) versare l’eventuale quota associativa nella misura fissata annualmente dal Consiglio
Direttivo e nei termini previsti dal presente Statuto.
4. Le quote e i contributi associativi non sono trasferibili, ad eccezione dei trasferimenti a
causa di morte, e non sono rivalutabili.
Art.8 – Cause di cessazione del rapporto associativo
1. La qualità di associato si perde per:

a) recesso volontario. Ogni associato può esercitare in ogni momento il diritto di recesso,
mediante comunicazione scritta al Consiglio Direttivo. Il recesso ha effetto immediato;
b) mancato pagamento della quota associativa annuale, se prevista, entro 90 (novanta)
giorni dall’inizio dell’esercizio sociale. Il Consiglio Direttivo deve comunicare tale obbligo
a tutti gli associati entro un termine congruo per poter provvedere al versamento.
L’associato che non ha provveduto al versamento entro il termine decade
automaticamente; il Consiglio Direttivo ne prende atto alla prima riunione utile.
L’associato decaduto può presentare una nuova domanda di ammissione ai sensi
dell’articolo 6 del presente Statuto.
2. L’associato può invece essere escluso dall’Associazione per:
a) comportamento contrastante con gli scopi dell’Associazione;
b) persistenti violazioni degli obblighi statutari, regolamentari o delle deliberazioni degli
organi sociali;
c) aver arrecato all’Associazione danni materiali o morali di una certa gravità.
3. Il provvedimento di esclusione, pronunciato dal Consiglio Direttivo, deve essere motivato e
comunicato per iscritto all’interessato entro e non oltre 30 (trenta) giorni dalla data della
deliberazione. Contro di esso l’associato escluso può proporre appello all’Assemblea ordinaria,
entro e non oltre 30 (trenta) giorni dal ricevimento della comunicazione, mediante apposita
istanza che deve essere inoltrata al Consiglio Direttivo a mezzo raccomandata o PEC o altro
mezzo idoneo ad attestarne il ricevimento; l’Assemblea ordinaria dovrà svolgersi entro 60
(sessanta) giorni dalla data di ricevimento dell’istanza. All’appellante deve essere garantito in
Assemblea il diritto al contraddittorio. Fintanto che l’Assemblea ordinaria non deliberi circa
l’appello dell’associato escluso, quest’ultimo mantiene il pieno esercizio dei propri diritti
associativi, compreso il diritto di voto in Assemblea.
4. L’associato receduto o escluso non ha diritto alla restituzione delle quote associative versate
né ha alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione.
Titolo III
Norme sul volontariato
Art.9 – Dei volontari e dell’attività di volontariato
1. I volontari sono persone fisiche che condividono le finalità dell’Associazione e che, per libera
scelta, prestano la propria attività tramite essa in modo personale, spontaneo e gratuito, senza
fini di lucro, neanche indiretti, ed esclusivamente per fini di solidarietà.
2. L’Associazione deve iscrivere in un apposito registro i volontari, associati o non associati,
che svolgono la loro attività in modo non occasionale.
3. L’Associazione deve inoltre assicurare i propri volontari contro gli infortuni e le malattie
connessi allo svolgimento dell’attività di volontariato, nonché per la responsabilità civile verso
terzi.
4. L’attività del volontario non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario.
Al volontario possono essere rimborsate le spese effettivamente sostenute e analiticamente
documentate per l’attività prestata, previa autorizzazione ed entro i limiti stabiliti dal Consiglio
Direttivo.
Art.10 – Dei volontari e delle persone retribuite
1. La qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato
o autonomo e con ogni altro rapporto di lavoro retribuito con l’ente di cui il volontario è
associato o tramite il quale svolge la propria attività volontaria.

2. L’Associazione svolge la propria attività di interesse generale avvalendosi in modo
prevalente dell’attività di volontariato dei propri associati o delle persone aderenti agli enti
associati.
3. L’Associazione può assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro
autonomo o di altra natura, esclusivamente nei limiti necessari al suo regolare funzionamento,
oppure nei limiti occorrenti a qualificare o specializzare l’attività svolta. In ogni caso, il numero
dei lavoratori impiegati nell’attività non può essere superiore al 50% (cinquanta per cento) del
numero dei volontari.
Titolo IV
Organi sociali
Art.11 – Organi dell’Associazione
1. Sono organi dell’Associazione:
a) l’Assemblea dei soci;
b) il Consiglio Direttivo;
c) il Presidente;
d) l’Organo di controllo, obbligatoriamente nominato al verificarsi delle condizioni di cui
all’articolo 30 del Codice del Terzo settore;
2. Ai componenti degli organi sociali, ad eccezione dei membri dell’organo di controllo che
siano in possesso dei requisiti di cui all’art.2397, c.2 del Codice civile, non può essere attribuito
alcun compenso, salvo il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate per
l’attività prestata ai fini dello svolgimento della funzione.
3. L’elezione degli organi dell’Associazione non può in alcun modo essere vincolata o limitata,
ed è informata a criteri di massima libertà di partecipazione all’elettorato attivo e passivo.
Art.12 – L’Assemblea degli associati: composizione, modalità di convocazione e
funzionamento
1. L’Assemblea è l’organo sovrano dell’Associazione ed è composta da tutti gli associati in
regola con il versamento della eventuale quota associativa annuale.
2. Ciascun associato può intervenire personalmente in Assemblea o può farsi rappresentare da
un altro associato mediante delega, la quale deve essere scritta e firmata e deve contenere
l’indicazione del delegante e del delegato. È ammessa una sola delega per associato.
3. L’Assemblea è convocata dal Presidente dell’Associazione, a seguito di delibera del Consiglio
Direttivo, almeno una volta l’anno per l’approvazione del bilancio di esercizio. L’Assemblea può
essere inoltre convocata:
a) su richiesta motivata della maggioranza dei membri del Consiglio Direttivo;
b) su richiesta motivata ed indirizzata al Consiglio Direttivo da almeno 1/5 (un quinto)
degli associati.
Nei casi di cui alle lettere a) e b) il Presidente deve provvedere alla convocazione
dell’Assemblea, la quale deve svolgersi entro 60 (sessanta) giorni dalla data della
richiesta. Qualora il Presidente non provveda alla convocazione nei termini indicati,
l’organo di controllo, se nominato, o il Vicepresidente o, in subordine, il consigliere più
anziano di età, deve procedere in sua vece alla convocazione dell’Assemblea, la quale
deve svolgersi entro 60 (sessanta) giorni dalla scadenza del termine precedente.
4. La convocazione deve pervenire per iscritto agli associati tramite lettera o email o altro
strumento telematico almeno 7 (sette) giorni prima della data della riunione. L’avviso deve
indicare il luogo, il giorno e l’ora sia di prima che di seconda convocazione, oltre che gli

argomenti all’ordine del giorno. L’adunanza di seconda convocazione deve essere fissata
almeno 24 (ventiquattro) ore dopo la prima convocazione.
5. L’Assemblea può riunirsi anche mediante videoconferenza, sempre che tutti i partecipanti
siano identificati e sia loro consentito di seguire la discussione in modo simultaneo, di
intervenire in tempo reale alla trattazione degli argomenti affrontati e di partecipare alla
votazione. L’Assemblea si considera tenuta nel luogo in cui si trova il segretario verbalizzante,
e dove non deve necessariamente trovarsi anche il Presidente; nel caso in cui il segretario e il
Presidente della riunione si trovino in due luoghi diversi, la redazione del verbale avverrà
comunque a cura del segretario, mentre la sottoscrizione avverrà successivamente. Se nel
corso della riunione venisse sospeso il collegamento, la stessa verrà dichiarata sospesa dal
Presidente o da colui che ne fa le veci, e le decisioni prese fino alla sospensione saranno valide.
6. L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Associazione o, in sua assenza, dal
Vicepresidente o da altro associato indicato in sede di riunione assembleare.
7. Le discussioni e le deliberazioni dell’Assemblea sono riassunte in un verbale, sottoscritto dal
Presidente e dal verbalizzante a ciò appositamente nominato. Il verbale è trascritto nel libro
delle adunanze e delle deliberazioni dell’Assemblea, conservato nella sede dell’Associazione.
Art.13 – Assemblea ordinaria: competenze e quorum
1. È compito dell’Assemblea ordinaria:
a) approvare il bilancio di esercizio, predisposto dal Consiglio Direttivo;
b) approvare l’eventuale programma annuale e pluriennale di attività, predisposto dal
Consiglio Direttivo;
c) approvare l’eventuale bilancio sociale, predisposto dal Consiglio Direttivo;
d) determinare il numero, eleggere e revocare i membri del Consiglio Direttivo;
e) eleggere e revocare il Presidente dell’Associazione;
f) eleggere e revocare i componenti dell’organo di controllo, obbligatoriamente nominato
al verificarsi delle condizioni di cui all’articolo 30 del Codice del Terzo settore;
g) decidere sui ricorsi contro i provvedimenti di diniego di adesione e di esclusione
dall’Associazione;
h) approvare l’eventuale regolamento dei lavori assembleari e gli altri regolamenti
predisposti dal Consiglio Direttivo per il funzionamento dell’Associazione;
i) deliberare sulla responsabilità dei componenti degli organi sociali, ai sensi dell’articolo
28 del Codice del Terzo settore, e promuovere l’azione di responsabilità nei loro
confronti;
j) deliberare su ogni altro argomento posto all’ordine del giorno o sottoposto al suo esame
da parte del Consiglio Direttivo o da altro organo sociale.
2. L’Assemblea ordinaria in prima convocazione è validamente costituita con la presenza (di
persona o per delega) della metà più uno degli associati aventi diritto di voto; in seconda
convocazione è validamente costituita qualsiasi sia il numero degli associati presenti (di
persona o per delega).
3. Le deliberazioni dell’Assemblea ordinaria sono prese a maggioranza dei voti degli associati
presenti, sia in prima che in seconda convocazione.
Art.14 – Assemblea straordinaria: competenze e quorum
1. È compito dell’Assemblea straordinaria:
a) deliberare sulle proposte di modifica dello Statuto;

b) deliberare in merito allo scioglimento, trasformazione, fusione o scissione
dell’Associazione.
2. Per le modifiche statutarie, per la trasformazione, fusione o scissione dell’Associazione,
l’Assemblea straordinaria in prima convocazione è validamente costituita con la presenza (di
persona o per delega) di almeno 3/4 (tre quarti) degli associati aventi diritto di voto e delibera
con il voto favorevole della maggioranza dei presenti; in seconda convocazione è validamente
costituita con la presenza (di persona o per delega) di almeno la metà più uno degli associati
aventi diritto di voto e delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
3. Per lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio, l’Assemblea
straordinaria delibera, sia in prima che in seconda convocazione, con il voto favorevole di
almeno 3/4 (tre quarti) degli associati aventi diritto di voto (presenti di persona o per delega).
Art.15 – L’Assemblea degli associati: regole di voto
1. Ciascun associato ha diritto ad un solo voto.
2. L’esercizio del diritto di voto spetta agli associati fin dal momento della loro iscrizione nel
libro degli associati, sempre che essi siano in regola con il versamento della eventuale quota
associativa annuale.
3. Il diritto di voto sarà automaticamente riconosciuto all’associato minorenne solo alla prima
Assemblea utile svoltasi dopo il raggiungimento della maggiore età. Fino al raggiungimento
della maggiore età, il diritto di elettorato attivo per i minorenni è attribuito a colui che esercita
la responsabilità genitoriale sugli stessi. Gli associati minorenni sono quindi computati ai fini
del raggiungimento dei quorum assembleari.
4. Per le votazioni si procede normalmente con voto palese. Per l’elezione delle cariche sociali,
e comunque nei casi di votazioni riguardanti le persone, è facoltà procedere con il voto a
scrutinio segreto quando ne faccia richiesta almeno 1/10 (un decimo) dei presenti.
Art.16 – Il Consiglio Direttivo: composizione e durata in carica
1. Il Consiglio Direttivo è l’organo amministrativo dell’Associazione ed è eletto dall’Assemblea
tra gli associati in regola con il versamento della eventuale quota associativa annuale.
2. Il Consiglio Direttivo è composto dal Presidente e dai consiglieri. Il numero di consiglieri può
variare da 2 (due) a 6 (sei), secondo quanto stabilito dall’Assemblea all’atto della nomina e dei
successivi rinnovi.
3. Non può essere eletto consigliere, e se nominato decade dalla carica, il soggetto per cui
ricorrono le condizioni di cui all’art.2382 del Codice civile e successive modifiche e/o
integrazioni.
4. I consiglieri durano in carica 5 (anni) anni e sono rieleggibili. Almeno 60 (sessanta) giorni
prima della scadenza del mandato, il Presidente convoca l’Assemblea per l’elezione del nuovo
Consiglio Direttivo.
Art.17 – Il Consiglio Direttivo: regole di convocazione, di funzionamento e di voto
1. Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente ogni qualvolta egli lo ritenga opportuno o
quando ne sia fatta richiesta da almeno 1/3 (un terzo) dei consiglieri. In quest’ultimo caso, il
Presidente deve provvedere alla convocazione del Consiglio Direttivo, il quale deve svolgersi
entro 20 (venti) giorni dalla data della richiesta. Qualora il Presidente non provveda alla
convocazione nei termini indicati, l’organo di controllo, se nominato, o il Vicepresidente o, in
subordine, il consigliere più anziano di età, deve procedere in sua vece alla convocazione del
Consiglio Direttivo, il quale deve svolgersi entro 10 (dieci) giorni dalla scadenza del termine
precedente.

2. La convocazione deve pervenire per iscritto ai consiglieri tramite lettera o email o altro
strumento telematico almeno 4 (quattro) giorni prima della data della riunione, e deve indicare
il luogo, la data, l’ora e gli argomenti all’ordine del giorno.
3. In difetto di convocazione formale, o di mancato rispetto dei termini di preavviso, saranno
ugualmente valide le adunanze cui partecipano tutti i consiglieri.
4. Il Consiglio Direttivo può riunirsi anche mediante videoconferenza secondo le stesse
modalità previste per l’Assemblea.
5. Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente o, in sua assenza, dal Vicepresidente; in
assenza di entrambi, è presieduto da altro consigliere individuato tra i presenti.
6. Le riunioni del Consiglio Direttivo sono legalmente costituite quando è presente la
maggioranza dei suoi componenti, e le deliberazioni vengono prese a maggioranza dei
presenti. Non sono ammesse deleghe.
7. Le votazioni si effettuano con voto palese.
8. Di ogni riunione consiliare viene redatto apposito verbale, sottoscritto dal Presidente e dal
verbalizzante a ciò appositamente nominato. Il verbale è trascritto nel libro delle adunanze e
delle deliberazioni del Consiglio Direttivo, conservato nella sede dell’Associazione.
Art.18 – Competenze del Consiglio Direttivo
1. Il Consiglio Direttivo è investito dei più ampi poteri per l’amministrazione ordinaria e
straordinaria dell’Associazione, ed in particolare ha il compito di:
a) curare l’esecuzione delle delibere dell’Assemblea degli associati;
b) redigere il bilancio di esercizio, da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;
c) redigere l’eventuale programma annuale e pluriennale di attività, da sottoporre
all’approvazione dell’Assemblea;
d) redigere l’eventuale bilancio sociale, da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;
e) nominare il Vicepresidente e il Segretario dell’Associazione;
f) decidere sulle domande di adesione all’Associazione e sull’esclusione degli associati;
g) redigere gli eventuali regolamenti interni per il funzionamento dell’Associazione, da
sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;
h) decidere l’eventuale quota associativa annuale, determinandone l’ammontare;
i) provvedere, entro un termine congruo, ad informare gli associati in merito all’obbligo di
versare la quota associativa entro il termine stabilito in statuto;
j) deliberare la convocazione dell’Assemblea;
k) decidere in merito agli eventuali rapporti di lavoro con i dipendenti, oltre che con
collaboratori e consulenti esterni;
l) ratificare o respingere i provvedimenti adottati d’urgenza dal Presidente;
m)curare la tenuta dei libri sociali dell’Associazione;
n) deliberare l’eventuale svolgimento di attività diverse, e documentarne il carattere
secondario e strumentale rispetto alle attività di interesse generale;
o) adottare ogni altro provvedimento che sia ad esso attribuito dal presente Statuto o dai
regolamenti interni;
p) adottare in generale tutti i provvedimenti e le misure necessarie all’attuazione delle
finalità istituzionali, oltre che alla gestione e al corretto funzionamento
dell’Associazione.
2. Il Consiglio Direttivo può attribuire ad uno o più dei suoi membri il potere di compiere
determinati atti o categorie di atti in nome e per conto dell’Associazione.

3. Il Segretario si occupa in generale della gestione dei libri sociali e svolge le mansioni a
questo delegate dal Consiglio Direttivo o dal Presidente.
Art.19 – Cause di decadenza e sostituzione dei membri del Consiglio Direttivo
1. La carica di consigliere si perde per:
a) dimissioni, rassegnate mediante comunicazione scritta al Consiglio Direttivo;
b) revoca da parte dell’Assemblea ordinaria, a seguito di comportamento contrastante con
gli scopi dell’Associazione, persistenti violazioni degli obblighi statutari oppure per ogni
altro comportamento lesivo degli interessi dell’Associazione;
c) sopraggiunte cause di incompatibilità, di cui all’articolo 16, comma 3 del presente
Statuto;
d) perdita della qualità di associato a seguito del verificarsi di una o più delle cause
previste dall’articolo 8 del presente Statuto.
2. Nel caso in cui uno o più consiglieri cessino dall’incarico per uno dei motivi indicati al
precedente comma, il Consiglio Direttivo provvede alla loro sostituzione alla prima Assemblea
ordinaria utile. Fino alla nuova elezione il Consiglio Direttivo rimane nella composizione
risultante a seguito dell’avvenuta cessazione. I consiglieri così eletti rimangono in carica fino
alla scadenza del mandato del Consiglio Direttivo vigente.
3. Nel caso in cui cessi dall’incarico la maggioranza dei consiglieri, l’intero Consiglio Direttivo si
intenderà decaduto e il Presidente o, in subordine, il consigliere più anziano di età, dovrà
convocare l’Assemblea ordinaria entro 30 (trenta) giorni dalla data in cui è stata formalizzata
la cessazione, al fine di procedere ad una nuova elezione del Consiglio Direttivo. Fino
all’elezione dei nuovi consiglieri, i consiglieri cessati rimangono in carica per l’attività di
ordinaria amministrazione.
Art.20 – Il Presidente: poteri e durata in carica
1. Il Presidente è il legale rappresentante dell’Associazione e la rappresenta di fronte a terzi e
in giudizio.
2. Il Presidente è eletto direttamente dall’Assemblea tra i propri associati in regola con il
versamento della eventuale quota associativa annuale.
3. Non può essere eletto Presidente, e se nominato decade dalla carica, il soggetto per cui
ricorrono le condizioni di cui all’art.2382 del Codice civile e successive modifiche e/o
integrazioni.
4. Il Presidente dura in carica 5 (cinque) anni ed è rieleggibile. Almeno 60 (sessanta) giorni
prima della scadenza del mandato deve essere convocata l’Assemblea per l’elezione del nuovo
Presidente.
5. Il Presidente ha la responsabilità generale della conduzione e del buon andamento
dell’Associazione, ed in particolare ha il compito di:
a) firmare gli atti e i documenti che impegnano l’Associazione sia nei riguardi degli
associati che dei terzi;
b) curare l’attuazione delle delibere dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo;
c) adottare, in caso di necessità, provvedimenti d’urgenza, sottoponendoli entro 15
(quindici) giorni alla ratifica da parte del Consiglio Direttivo;
d) convocare e presiedere l’Assemblea degli associati e il Consiglio Direttivo.
6. In caso di assenza o impedimento, il Presidente viene sostituito dal Vicepresidente. In caso
di assenza o impedimento di quest’ultimo, spetta al Consiglio Direttivo conferire espressa
delega ad altro consigliere.

Art.21 – Cause di decadenza e sostituzione del Presidente
1. La carica di Presidente si perde per:
a) dimissioni, rassegnate mediante comunicazione scritta al Consiglio Direttivo;
b) revoca da parte dell’Assemblea ordinaria, a seguito di comportamento contrastante con
gli scopi dell’Associazione, persistenti violazioni degli obblighi statutari oppure per ogni
altro comportamento lesivo degli interessi dell’Associazione;
c) sopraggiunte cause di incompatibilità, di cui all’articolo 20, comma 3, del presente
Statuto;
d) perdita della qualità di associato a seguito del verificarsi di una o più delle cause
previste dall’articolo 8 del presente Statuto.
2. Qualora il Presidente cessi dall’incarico per uno dei motivi indicati al precedente comma, il
Vicepresidente o, in subordine, il consigliere più anziano di età dovrà convocare l’Assemblea
ordinaria entro 30 (trenta) giorni dalla data in cui è stata formalizzata la cessazione, al fine di
procedere all’elezione del nuovo Presidente.
Art.22 – L’Organo di controllo: composizione, durata in carica e funzionamento
1. L’Organo di controllo, qualora nominato, è formato da un unico componente, eletto
dall’Assemblea, non necessariamente fra gli associati.
2. Il componente dell’Organo di controllo rimane in carica 5 (cinque) anni ed è rieleggibile.
3. Delle proprie riunioni l’organo di controllo redige verbale, il quale va poi trascritto
nell’apposito libro delle adunanze e delle deliberazioni di tale organo, conservato nella sede
dell’Associazione.
4. Nel caso in cui, per dimissioni o altre cause, l’unico componente decada dall’incarico prima
della scadenza del mandato, si provvede alla sostituzione dello stesso tramite una nuova
elezione da parte dell’Assemblea.
5. Il componente dell’Organo di controllo, a cui si applica l’articolo 2399 del Codice civile, deve
essere indipendente ed esercitare le sue funzioni in modo obiettivo ed imparziale. Non può
ricoprire altre cariche all’interno dell’Associazione.
Art.23 – Competenze dell’Organo di controllo
1. È compito dell’Organo di controllo:
a) vigilare sull’osservanza della legge e dello Statuto, e sul rispetto dei principi di corretta
amministrazione;
b) vigilare sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile
dell’Associazione, e sul suo concreto funzionamento;
c) esercitare il controllo contabile;
d) esercitare compiti di monitoraggio dell’osservanza delle finalità civiche, solidaristiche e
di utilità sociale, avuto particolare riguardo alle disposizioni di cui agli articoli 5, 6, 7 e 8
del Codice del Terzo settore;
e) attestare che l’eventuale bilancio sociale sia stato redatto in conformità alle linee guida
ministeriali di cui all’articolo 14 dello stesso Codice. L’eventuale bilancio sociale dà atto
degli esiti di tale monitoraggio;
f) partecipare, senza diritto di voto, alle riunioni del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea,
alle quali presenta la relazione annuale sul bilancio di esercizio.
2. Nei casi previsti dall’articolo 31, comma 1 del Codice del Terzo settore, l’Organo di controllo
può esercitare anche la revisione legale dei conti.

3. L’Organo di controllo ha diritto di accesso alla documentazione dell’Associazione rilevante ai
fini dell’espletamento del proprio mandato. Può in qualsiasi momento procedere ad atti di
ispezione e controllo e, a tal fine, può chiedere ai consiglieri notizie sull’andamento delle
operazioni sociali o su determinati affari.
Titolo V
I libri sociali
Art.24 – Libri sociali e registri
1. L’Associazione deve tenere le seguenti scritture:
a) il libro degli associati;
b) il libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’Assemblea;
c) il libro delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio Direttivo;
d) il registro dei volontari che svolgono la loro attività in modo non occasionale.
2. L’Associazione deve tenere il libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’Organo di
controllo, qualora questo sia stato nominato.
3. L’Associazione ha inoltre l’obbligo di tenere il libro delle adunanze e delle deliberazioni
dell’organo di revisione, qualora questo sia stato nominato.
Titolo VI
Norme sul patrimonio dell’Associazione e sul bilancio di esercizio
Art.25- Destinazione del patrimonio ed assenza di scopo di lucro
1. Il patrimonio dell’Associazione è utilizzato per lo svolgimento dell’attività statutaria ai fini
dell’esclusivo perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.
2. È vietata la distribuzione, anche indiretta, di utili ed avanzi di gestione, fondi e riserve
comunque denominate a fondatori, associati, lavoratori e collaboratori, consiglieri ed altri
componenti degli organi sociali, anche nel caso di recesso o di ogni altra ipotesi di scioglimento
individuale del rapporto associativo.
Art.26 – Risorse economiche
1. L’Associazione trae le risorse economiche per il funzionamento e per lo svolgimento delle
proprie attività da:
a) quote associative;
b) contributi pubblici e privati;
c) donazioni e lasciti testamentari;
d) rendite patrimoniali;
e) attività di raccolta fondi;
f) rimborsi derivanti da convenzioni con le pubbliche amministrazioni;
g) proventi da attività di interesse generale e da attività diverse ex articolo 6 del Codice
del Terzo settore;

h) ogni altra entrata ammessa ai sensi del Codice del Terzo settore e di altre norme
competenti in materia.
2. Per l’attività di interesse generale prestata l’Associazione può ricevere soltanto il rimborso
delle spese effettivamente sostenute e documentate, salvo che tale attività sia svolta quale
attività secondaria e strumentale nei limiti di cui all’articolo 6 del Codice del Terzo settore.
Art.27 – Bilancio di esercizio
1. L’esercizio sociale inizia il 1° gennaio e si conclude il 31 dicembre.
2. Alla fine di ogni esercizio il Consiglio Direttivo deve procedere alla formazione del bilancio di
esercizio, il quale deve essere approvato dall’Assemblea ordinaria. Quest’ultima deve essere
convocata entro 120 (centoventi) giorni dalla chiusura dell’esercizio.
Titolo VII
Scioglimento dell’Associazione e devoluzione del patrimonio
Art.28 – Scioglimento e devoluzione del patrimonio
1. Lo scioglimento dell’Associazione è deciso dall’Assemblea straordinaria secondo i quorum
previsti dal presente Statuto.
2. L’Assemblea che delibera lo scioglimento nomina anche uno o più liquidatori e delibera sulla
destinazione del patrimonio residuo, il quale deve essere devoluto, previo parere positivo
dell’Ufficio di cui all’articolo 45, comma 1, del Codice del Terzo settore e salvo diversa
destinazione imposta dalla legge, ad altri enti del Terzo settore o, in mancanza, alla
Fondazione Italia Sociale, secondo quanto previsto dall’articolo 9 del Codice del Terzo settore.
Titolo VIII
Disposizioni finali
Art.29 – Norme di rinvio
1. Per quanto non espressamente previsto nel presente Statuto, si applicano il Codice del Terzo
settore e le disposizioni attuative dello stesso, oltre che il Codice civile e le relative disposizioni
di attuazione, in quanto compatibili.